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domenica, 5 aprile 2026
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Visione d'inferno

Hideshi Hino

Una mia cara amica, conoscendo la mia passione per Junji Ito, mi ha regalato Visione d'Inferno di Hideshi Hino. Un manga horror, pubblicato dalla Dynit in edizione brossurata, che si legge velocemente, ma che lascia addosso una sensazione strana, quasi vischiosa, sporca, difficile da lavare via

Hideshi Hino è una figura piuttosto particolare nel panorama del manga horror. Attivo soprattutto tra gli anni settanta e ottanta, è considerato uno dei pionieri del genere in Giappone, anche se oggi il suo nome è meno noto rispetto a quello di autori più recenti. Il suo immaginario è fatto di corpi deformi, malattie, sangue e creature grottesche, ma a differenza di molti mangaka contemporanei questo universo sembra nascere da qualcosa di molto personale. Hino è nato nel 1946 nella Manciuria occupata dal Giappone e durante l’infanzia visse direttamente la fuga della sua famiglia nel caos della fine della guerra. Fame, violenza, morte lungo le strade. Immagini che sembrano riaffiorare continuamente nelle sue storie sotto forma di incubi grafici.

In Visione d’Inferno il protagonista è un pittore folle che racconta direttamente al lettore la propria vita mentre lavora alla sua opera definitiva, un gigantesco dipinto dell’inferno sulla Terra. Per realizzarlo utilizza il proprio sangue come colore, incidendosi tagli e lacerazioni fino ad arrivare a ingurgitare acido per vomitare sangue e avere liquido a sufficienza con cui creare le sue folli e visionarie opere.
Il manga si sviluppa come una lunga confessione in cui il pittore ripercorre la propria esistenza e quella della sua famiglia. Una famiglia tutt'altro che normale. Il padre violento, la madre crudele, un ambiente domestico dominato dalla follia e dalla brutalità. A questi ricordi si intrecciano le immagini della fuga dalla Manciuria e le esperienze traumatiche dell’infanzia. Episodi che il protagonista trasforma in una serie di visioni infernali, dove guerra, miseria e crudeltà diventano parte di un unico grande affresco della sofferenza umana.

Dal punto di vista grafico il disegno di Hino è volutamente semplice, quasi infantile. Personaggi dai tratti caricaturali, occhi grandi, linee morbide. Solo che dentro queste immagini succedono cose terribili. Corpi mutilati, deformità, sangue e decomposizione. Il contrasto tra lo stile apparentemente ingenuo e la violenza delle scene produce un effetto straniante, come se una fiaba illustrata fosse stata contaminata da un incubo.
La struttura narrativa, organizzata attorno ai tredici dipinti del pittore, ha il pregio di creare un ritmo ipnotico e riconoscibile, quasi rituale. Ogni capitolo è un quadro, ogni quadro una rappresentazione dell'inferno sulla Terra. Il meccanismo - il pittore spiega il suo dipinto, emergono frammenti di backstory, si aggiunge un nuovo strato di orrore - funziona bene nelle prime sequenze, ma dopo un po' diventa ripetitivo. Il ritmo riprende quota solo nelle ultime tavole, quando il registro cambia e la metafora atomica esplode, letteralmente, in tutta la sua carica emotiva e politica.

Il paragone con Junji Ito viene spontaneo, soprattutto per chi arriva a questo manga partendo proprio dalle sue opere. Ma i due autori lavorano su registri molto diversi. Ito costruisce spesso un horror cosmico e metafisico, fatto di maledizioni, ossessioni e spirali mentali che deformano la realtà. Hino invece rimane ancorato alla materia. Nei suoi manga la paura nasce dalla carne, dal sangue, dalla malattia, dalla vita che si deforma e degenera.
Se Ito affascina per la precisione con cui costruisce i suoi incubi, Hino colpisce per la brutalità delle sue immagini. Non sembra interessato a sedurre il lettore o a costruire un meccanismo narrativo raffinato. Piuttosto dà l’impressione di voler trasformare il fumetto in una specie di confessione visiva, un modo per riversare sulla pagina le proprie ossessioni.

Visione d'Inferno è un'opera notevole, storicamente importante, ma è anche un manga scomodo, a tratti estenuante nella sua insistenza sul macabro fine a sé stesso. Chi si avvicina cercando i brividi eleganti di Junji Ito troverà qualcosa di molto diverso. Chi invece vuole scoprire dove affondano le radici dell'orrore giapponese più estremo troverà in questo volume un passaggio quasi obbligato.

Fumetti
Manga
giappone
Horror
1984
martedì, 25 giugno 2024
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Libri di Sangue - Racconti voll. 1-3

Clive Barker

Clive Barker è uno degli autori più innovativi e influenti nel genere dell'horror contemporaneo. Nei primi anni novanta, dopo aver visto il suo film "Hellraiser" (probabilmente la sua opera più iconica e conosciuta), mi ritrovai a leggere un libro con alcuni suoi racconti rimanendo profondamente turbato da quel senso di disagio straniante che la storia e i suoi personaggi erano riusciti a trasmettermi. 
Nato a Liverpool, Inghilterra, nel 1952, Barker è un artista poliedrico che spazia dalla scrittura alla regia cinematografica, dalla pittura ai fumetti. In Italia tutti i suoi libri sono stati pubblicati ma da tempo si trovano fuori catalogo. Io ne conservo alcuni, ingialliti dal tempo, affianco ai vecchi libri di Stephen King letti durante la mia adolescenza. Nonostante il "Re dell'Horror" definì Barker il suo erede, come riportato nelle copertine dei libri di quest'ultimo (un espediente usato dagli editori per catturare l'attenzione dei lettori) i due autori, pur appartenendo allo stesso genere, hanno uno stile e delle tematiche decisamente diverse. King predilige una narrativa più tradizionale ed eccelle nella creazione di paure radicate nella realtà quotidiana, mentre Barker crea mondi completamente nuovi e inquietanti trascinando i lettori in un'odissea di orrori carnali, viscerali e surreali.

Esponente di spicco della letteratura splatterpunk e body horror, Barker fa il suo esordio nella letteratura con la serie di racconti e storie brevi pubblicate in sei volumi tra il 1984 e il 1985 intitolata "Libri di Sangue" (Books of Blood). In Italia sono stati pubblicati negli anni novanta prima dalla Sonzogno e poi dalla Bompiani con i titoli di "Infernalia", "Ectoplasm", "Sudario", "Creature", "Visions" e "Monsters".

In tempi recenti i "Libri di Sangue" sono stati nuovamente riproposti al pubblico grazie alla Fanucci editore che ha accorpato i sei libri in due volumi distinti impreziositi dalle splendide copertine dell'illustratore Daniele Serra.
Dal momento che avevo dei "buchi" io me li sono presi entrambi e per l'occasione mi sono letto il primo dei due volumi.

In questo primo volume ci sono sedici storie di media lunghezza che esplorano una vasta gamma di orrori, dalle creature mostruose alle perversioni umane. Molti di questi racconti sono intrisi di erotismo, tensioni sessuali e da una estrema morbosità del corpo in cui la soglia del dolore e quella del piacere si confondono, creando un'esperienza narrativa intensa e disturbante.
Senza citarli tutti, tra i racconti che più mi hanno coivolto ci sono "Mai dire maiali" dove degli orfani vengono dati in pasto a un maiale in una sorta di macabro sacrificio, "In collina, le città" dove in un paese dei balcani si svolge ogni anno una competizione tra due villaggi vicini che si combattono assemblando due giganti con i corpi dei cittadini, "Jacqueline Ess: le sue ultime volontà" che ha come protagonista una donna che ha la capacità di modificare il proprio corpo e quello altrui, e infine "Macelleria Mobile di Mezzanotte", probabilmente il suo racconto più celebrato e (insieme a "La pelle dei padri") quello più "lovecraftiano".
In "Macelleria Mobile di Mezzanotte", dal quale è stato tratto il film Prossima fermata - L'inferno del 2008, un uomo, mentre viaggia di notte sulla metropolitana di New York, si ritrova nel vagone adiacente a quello di un serial killer che uccide i passeggeri del treno appendendo i loro corpi come carne da macello. Alla fine della corsa il nostro protagonista si ritroverà in un incubo senza via d'uscita e nella profondità della città verrà a contatto con un orrore primordiale.

Per gli amanti dell'horror, i "Libri di Sangue" sono una lettura imprescindibile, un'opera che continua a influenzare e ispirare generazioni di scrittori e cineasti.

Libri
Horror
1984
1985
2022

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