Something Very Bad Is Going to Happen
Haley Z. Boston
Something Very Bad Is Going to Happen è una delle serie Netflix più chiacchierate del 2026. Firmata da Haley Z. Boston - già autrice di Al nuovo gusto di ciliegia (Brand New Cherry Flavor), serie che avevo parecchio apprezzato - e prodotta, tra gli altri, dai fratelli Duffer, quelli di Stranger Things, la serie, il cui titolo suona già come una minaccia, è un horror psicologico composto da otto episodi, quattro dei quali diretti da Weronika Tofilska.
La storia si dipana nei sette giorni che precedono un matrimonio. Rachel (Camila Morrone) e Nicky (Adam DiMarco) raggiungono lo chalet di famiglia di lui - che in realtà è più una immensa villa immersa nella foresta - per conoscere i parenti dello sposo e celebrare le nozze. Fin dal viaggio di avvicinamento, Rachel, cresciuta in un contesto familiare difficile, non riesce però a scrollarsi di dosso una strana sensazione di pericolo. Presagi ambigui, incontri inquietanti e voci locali che sembrano suggerirle di scappare iniziano ad alimentare i suoi dubbi. La famiglia di Nicky, dal canto suo, non fa molto per rassicurarla, rivelandosi fin da subito ambigua, se non apertamente inquietante. Così, in quella casa labirintica immersa nella neve, Rachel comincia a chiedersi se in quel posto ci sia davvero qualcosa di malvagio oppure se le sue paure derivano dal fatto che sposarsi è una cosa seria e forse, solo forse, sta per fare la scelta sbagliata.
Something Very Bad Is Going to Happen è un thriller horror che gioca tutto sull'atmosfera e sulla tensione. Qualcuno l'ha definita un mix tra Rosemary's Baby e Ready or Not, con una spruzzata delll'immancabile Twin Peaks. Una formula strana che però, in alcune sue parti, ci può anche stare.
La tenuta dei Cunningham - con i suoi corridoi labirintici, la luce sempre crepuscolare e il cortile interno che sembra un museo all'aperto - contribuisce a creare un senso di inquietudine costante. Gli autori, invece di usare l'orrore come semplice pretesto per jump scare e sangue (anche se il sangue c'è, e pure a fiumi, soprattutto nel finale), sfruttano il genere per mettere in scena l'ansia culturale che circonda il matrimonio: le aspettative sociali, le eredità familiari che si accettano senza averle scelte, la domanda eterna su se la persona accanto a te sia davvero quella giusta.
Mi sono piaciuti molto i primi episodi, con la fidanzata diffidente, la famiglia del ricco fidanzato che nasconde qualcosa, quella tensione alla Get Out tanto per intenderci, per poi ribaltare tutto lasciando lo spettatore con in mano una mappa che non corrisponde più al territorio. A partire dal quarto episodio - quello in cui entra in scena la storia della maledizione e la vicenda si sposta sul paranormale - la tensione si affievolisce leggermente, e la serie si trasforma in quello che è davvero, una sorta di favola horror sulle aspettative del matrimonio e sull'idea dell'anima gemella.
Dal punto di vista tecnico, la fotografia cupa e crepuscolare mi ha convinto, così come la regia, fatta di movimenti di macchina serpeggianti e lunghi piani sequenza che trasformano la magione in un luogo sempre più minaccioso.
Camila Morrone è bellissima. Questo non è un giudizio critico, è semplicemente un dato di fatto. Si capisce perché Leonardo DiCaprio l'abbia frequentata per anni - anche se poi, con la puntualità di un orologio svizzero, ha optato per qualcuno con meno di venticinque anni. Scelte di vita, rispettiamo. La cosa che mi ha sorpreso è che è anche molto brava, capace di trasmettere quel senso di instabilità emotiva con estrema naturalezza.
Tra gli altri interpreti troviamo Jennifer Jason Leigh, magnetica in ogni scena in cui compare, Ted Levine, Jeff Wilbusch e Gus Birney, anche se non tutti i personaggi sono sviluppati allo stesso modo.
Il finale risponde più o meno a tutte le domande e chiude suggerendo che in amore non esistano certezze, ma solo scelte. Scelte che comportano una perdita, una trasformazione, un sacrificio che non tutti sono disposti ad affrontare.
Era dai tempi di Mike Flanagan che una serie televisiva non mi prendeva così tanto. Certo, con qualche sforbiciata qua e là sarebbe potuto venire fuori anche un bel film. Una serie imperfetta - a causa di alcune lungaggini e situazioni evitabili - ma abbastanza coinvolgente da finirla in due giorni.
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