The Endless
di Justin Benson, Aaron Scott Moorhead
A proposito di weird ed eerie. Dopo aver letto The Weird and the Eerie di Mark Fisher mi è capitato quasi per caso di vedere The Endless, il film scritto e diretto da Justin Benson e Aaron Moorhead.
Il film sembra muoversi esattamente dentro quella zona d’ombra che Fisher ha definito nel suo saggio, facendolo però attraverso immagini, atmosfere e una sensazione persistente che qualcosa di estraneo e incomprensibile si sia introdotto nel nostro mondo.
The Endless è un film indipendente in cui Benson e Moorhead non si limitano a dirigere. Scrivono, producono, montano, curano la fotografia e, come se non bastasse, recitano anche da protagonisti nei panni di due fratelli che portano i loro stessi nomi. Un’operazione di cinema totale che, nel bene e nel male, porta tutti i segni di questa gestione artigianale.
Justin e Aaron sono due fratelli che vivono una vita grigia, fatta di lavori precari e di un generale senso di insoddisfazione. Anni prima sono fuggiti da quella che i media avevano definito una "setta suicida dedita al culto degli UFO", ma il ritorno alla realtà non si è rivelato il paradiso sperato.
Quando ricevono per posta una misteriosa videocassetta, Aaron, il più giovane e nostalgico dei due, convince un riluttante Justin a tornare per un solo giorno a Camp Arcadia, il luogo della loro giovinezza.
Una volta arrivati, la comunità li accoglie con sorprendente tranquillità. Non ci sono riti sinistri né segni evidenti di fanatismo. Eppure qualcosa continua a non tornare. Piccoli eventi inspiegabili, strani fenomeni nel cielo e una serie di dettagli che sfuggono alla logica suggeriscono che dietro l’apparente normalità del luogo si nasconda qualcosa di molto più inquietante. Qualcosa che sembra sfidare le leggi del tempo e della realtà stessa.
The Endless è indubbiamente un film originale, con evidenti richiami all’horror cosmico di Lovecraft. Un po' per i mezzi limitati, un po’ per precisa scelta stilistica, l’entità che osserva dall’alto e che sembra aver preso il controllo del campo di hippy non viene mai mostrata apertamente, né spiegata in modo davvero soddisfacente. È un approccio genuinamente lovecraftiano, in cui l’orrore e il senso dell'indicibile rimangono ai margini dell'inquadratura, come se si nascondessero appena fuori dal campo visivo. La scena del tiro alla fune con qualcosa di invisibile nell'oscurità, o quella dell’uomo intrappolato in un loop di pochi secondi nel suo bungalow, funzionano proprio perché il film resiste alla tentazione di spiegare troppo.
Ma l'idea centrale del film non è tanto la presenza di un'entità superiore, quanto il modo in cui questa presenza sembra manipolare il tempo. Il territorio attorno a Camp Arcadia appare infatti frammentato in una serie di loop temporali di diversa durata. Alcuni durano pochi secondi, altri minuti, altri ancora anni. Piccole prigioni invisibili in cui gli abitanti continuano a rivivere gli stessi momenti all'infinito, osservati da una forza incomprensibile che manipola il tempo, trasformando la vita umana in una sorta di esperimento cosmico.
Allo stesso tempo questi cicli diventano una metafora della condizione dei personaggi. Anche Justin e Aaron, lontano da Camp Arcadia, sembrano intrappolati in un'esistenza che si ripete tra lavori precari e frustrazioni. In fondo il film suggerisce un dubbio piuttosto disturbante. Forse nessuno è davvero libero dai propri loop. Cambia solo la dimensione della gabbia.
Detto questo, The Endless è un film ambizioso. I registi riescono a costruire un senso di minaccia costante con un budget che probabilmente basterebbe appena per il catering di un kolossal Marvel. Eppure, proprio questa ambizione lo rende anche un'opera imperfetta. La prima metà è senza dubbio la più riuscita. Lenta, atmosferica, costruita su una tensione che cresce senza fretta. Quando però il film inizia a scoprire le sue carte, la narrazione si fa eccessivamente criptica, quasi volesse compiacersi del proprio mistero, rischiando di lasciare lo spettatore sospeso tra il fascino e la confusione. La gestione dei molteplici loop temporali, che dovrebbe essere il cuore narrativo della storia, si complica più del necessario.
Anche la recitazione risente un po' della natura artigianale del progetto.
Nonostante queste sbavature, The Endless resta un esperimento originale e coraggioso. È un film che parla di fratellanza, del trauma che ci lega al passato e della paura di rimanere intrappolati in una routine eterna. Un fanta-horror cerebrale che nel finale lascia più domande che risposte, ma che, nonostante i difetti, rimane impresso come una fotografia scattata dall'abisso che ci osserva.
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