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Rabid - Sete di sangue

di David Cronenberg

Nel 1977 esce Rabid - Sete di sangue di David Cronenberg. Siamo ancora nella prima fase della carriera del regista canadese, quella degli horror realizzati con pochi mezzi, prodotti e girati in Canada, prima che il suo cinema diventasse più raffinato e riconoscibile anche dal grande pubblico.
Dopo Shivers - Il demone sotto la pelle, Cronenberg torna sul tema del contagio, ma questa volta allarga il campo. Se nel film precedente l'infezione rimaneva confinata dentro un complesso residenziale, qui parte dal corpo di una singola donna e finisce per trasformarsi in una vera e propria epidemia. 

Rose (Marilyn Chambers) rimane gravemente ferita in un incidente motociclistico e viene ricoverata in una clinica di chirurgia plastica, dove un medico decide di sottoporla a un trattamento sperimentale basato su un nuovo tipo di innesto. L'operazione sembra riuscire, ma sotto l'ascella della ragazza si sviluppa uno strano orifizio dal quale fuoriesce un'appendice capace di penetrare le vittime e succhiarne il sangue. Rose sviluppa così una fame incontrollabile, mentre le persone che aggredisce vengono contagiate da una forma di rabbia che le rende violente e a loro volta infettive.

Rabid parte come una personale rilettura del mito del vampiro, trasformandosi poco alla volta in un horror epidemico dai toni apocalittici, con Montreal invasa da infetti, posti di blocco, quarantene e camion pieni di cadaveri. In alcuni momenti viene inevitabilmente in mente George Romero, soprattutto La città verrà distrutta all'alba, ma Cronenberg guarda da un'altra parte. A lui interessa relativamente poco usare l'epidemia come grande metafora politica o sociale. Gli interessa molto di più quello che succede dentro la carne. Il corpo modificato dalla medicina, la mutazione incontrollabile, qualcosa di nuovo che nasce dentro di noi e improvvisamente pretende di essere nutrito.

E qui entra in gioco Marilyn Chambers, scelta decisamente curiosa visto che all'epoca era una delle pornostar più famose d'America. Cronenberg inizialmente avrebbe voluto Sissy Spacek, ma i produttori non erano convinti. Poco dopo uscì Carrie e probabilmente qualcuno si mangiò le mani.
La Chambers, comunque, non se la cava affatto male. Anzi, col senno di poi il suo passato pornografico aggiunge al personaggio un significato che difficilmente sarebbe stato così forte con un'altra attrice. L'organo che cresce sotto l'ascella di Rose è un'apertura simile a una vagina dalla quale emerge un'appendice chiaramente fallica. Un organo insieme maschile e femminile, che serve contemporaneamente a nutrire, penetrare e contagiare.

Resta da capire perché proprio sotto un'ascella. L’ombelico, almeno, avrebbe avuto una sua dignità simbolica. Ma probabilmente sarebbe stato troppo normale per Cronenberg.

Come già in Shivers, sesso e malattia sono praticamente la stessa cosa. Rose si avvicina alle vittime, le abbraccia, le seduce, si stringe a loro. Poi le infilza. Il desiderio diventa fame, l'erotismo diventa infezione e il corpo prende il comando fregandosene completamente della volontà della persona che lo abita.

Tra gli altri attori voglio segnalare Frank Moore, che interpreta il fidanzato di Rose. Non per la recitazione, tranquillamente dimenticabile come quella di quasi tutto il cast, ma perché sembra Christopher Walken giovane ordinato su Temu. La somiglianza è talmente imbarazzante che fa sorridere pensando che, qualche anno dopo, il vero Walken sarebbe diventato protagonista de La zona morta, sempre per Cronenberg.

Rabid resta un film grezzo. I pochi mezzi si vedono, alcune scene hanno quasi l'aspetto di una produzione televisiva, la recitazione non è sempre impeccabile e la struttura narrativa procede a episodi, accumulando aggressioni e contagi fino all'esplosione finale. 
Però il bello è proprio vedere quanto Cronenberg sia già completamente Cronenberg.
Ci sono la medicina che modifica il corpo, la carne che inventa nuovi organi, il sesso che diventa malattia, l'identità biologica che smette di essere qualcosa di stabile, la scienza che cerca di aggiustare la natura e finisce per creare un problema decisamente peggiore di quello iniziale.

Non è uno dei suoi film migliori. È acerbo, povero e a tratti anche un po' goffo. Ma dentro questo piccolo b-movie sporco e malsano c'è già praticamente tutto quello che Cronenberg svilupperà negli anni successivi.

Film
Horror
Canada
1977
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