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domenica, 8 marzo 2026
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Batman (1989)

di Tim Burton

Quando ho visto per la prima volta al cinema Batman di Tim Burton avevo gli occhi lucidi. Da appassionato di comics americani e amante del Cavaliere Oscuro, per me era un vero e proprio sogno che si avverava. All’epoca i cinecomics, come sarebbero stati chiamati negli anni duemila, non erano affatto popolari. A dirla tutta, a parte il Superman interpretato da Christopher Reeve, i film sui supereroi praticamente non esistevano. Batman, poi, nell’immaginario collettivo era ancora quello della serie televisiva degli anni sessanta, quel Batman pop, sgargiante e volutamente kitsch, lontanissimo dalle atmosfere cupe e dal personaggio tormentato che Frank Miller e Alan Moore stavano ridefinendo nei loro capolavori come Il ritorno del Cavaliere Oscuro, Year One o The Killing Joke.

Alla fine degli anni ottanta la Warner Bros decise che era arrivato il momento di portare Batman al cinema. Il progetto venne affidato a un giovane Tim Burton, fresco del successo di Beetlejuice, che con la sua estetica gotica e visionaria sembrava perfetto per il personaggio. Mai scelta fu più azzeccata.

A Gotham City, metropoli soffocata dal crimine e dalla corruzione, inizia a circolare la leggenda di Batman, un enorme pipistrello antropomorfo che terrorizza i malviventi. Dietro la maschera si nasconde Bruce Wayne (Michael Keaton), miliardario tormentato dal trauma infantile della perdita dei genitori, impegnato in una crociata solitaria contro la malavita.
Quando Batman si scontra con Jack Napier (Jack Nicholson), un gangster tradito dal suo stesso boss e precipitato in una vasca di rifiuti chimici, nasce il Joker, un folle omicida dal volto deformato in un ghigno permanente, pelle bianca e capelli verdi, con un gusto perverso per l’estetica e la teatralità della morte. Intanto la fotoreporter Vicki Vale (Kim Basinger) cerca di scoprire la verità sull’uomo pipistrello, mentre Gotham diventa il palcoscenico di uno scontro tra due maschere opposte, due nemici che finiscono per rispecchiarsi l’uno nell’altro in modo inquietante.

Il Batman di Tim Burton è, in un certo senso, il padre putativo di tutti i cinecomics moderni. Un film che ha aperto la strada a tutto ciò che sarebbe venuto dopo. È un noir travestito da blockbuster, una ballata gotica che vive soprattutto di immagini e atmosfera. Burton, insieme allo scenografo Anton Furst (premio Oscar nel 1990), costruisce una Gotham City straordinaria, un incrocio tra modernismo espressionista e architettura gotica, una città sospesa tra gli anni cinquanta americani e un futuro distopico. È la Gotham che ogni lettore di fumetti aveva immaginato almeno una volta. In questo scenario prendono vita l’iconico costume di Batman, la Batmobile - ancora oggi una delle più belle mai apparse sullo schermo - i gadget, il simbolo del pipistrello. Dal punto di vista estetico e scenografico tutto funziona a meraviglia.
E poi c’è lui. Jack Nicholson.
Qualsiasi discorso su questo film deve fare i conti con il fatto che il suo Joker finisce quasi per cannibalizzare la scena, mettendo in secondo piano lo stesso protagonista. Non per colpa di Keaton, che nonostante le polemiche iniziali sulla sua scelta di casting è bravo e convincente, regalando un Bruce Wayne elegantemente tormentato. Il problema, se così si può chiamare, è che Nicholson è un uragano. Il suo Joker è un clown diabolico che fa ridere e inquieta allo stesso tempo, una celebrazione della follia creativa contro l’ordine ossessivo di Wayne. Probabilmente uno dei migliori Joker della storia del cinema. Le interpretazioni successive, per quanto eccellenti a modo loro, non sono riuscite a scalfire davvero l’impatto di quella performance.
Kim Basinger è bella e affascinante e fa quello che deve fare senza infamia e senza lode. La storia d’amore con Bruce Wayne rimane più funzionale che davvero appassionante, e anche alcuni passaggi della sceneggiatura non sono sempre centrati. Sono però difetti che il film porta con una certa eleganza.
Le musiche orchestrali di Danny Elfman sono semplicemente magnifiche, mentre le canzoni di Prince non mi hanno mai convinto. Le ho sempre trovate un po' fuori posto rispetto all’atmosfera dark del film.
Il successo fu clamoroso e diede vita a un’ondata di seguiti, merchandising e a una delle serie animate più amate di sempre. Burton creò un immaginario così potente e riconoscibile da influenzare ogni versione di Batman venuta dopo. Nolan ha costruito il suo universo proprio in contrapposizione a questa estetica, eppure senza questa pietra miliare probabilmente non avrebbe avuto nulla da cui prendere le distanze.

Film
Fantastico
Azione
cinecomic
Batman
Tim Burton
USA
1989
Retrospettiva
venerdì, 3 maggio 2024
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Batman: Il lungo Halloween

Jeph Loeb, Tim Sale

Batman: Il lungo Halloween è considerata una delle graphic novel più importanti del Cavaliere Oscuro. Il volume - io ho quello pubblicato dalla Lion nel 2010 ma in tempi recenti ne sono uscite diverse edizioni - si compone di tredici capitoli usciti negli Stati Uniti nell'omonima miniserie del 1997.

Gli autori sono lo scrittore Jeph Loeb e il disegnatore Tim Sale che insieme hanno realizzato alcune delle migliori storie della DC Comics e della Marvel. 

La storia si svolge subito dopo gli eventi di Batman: Anno Uno di Frank Miller, quindi durante i primi anni di carriera di Batman, e vede il nostro protagonista allearsi con il capitano della polizia James Gordon e il procuratore distrettuale Harvey Dent (destinato a diventare Due Facce, uno dei più temibili nemici dell'Uomo Pipistrello) contro la criminalità organizzata capitanata dal boss della malavita Carmine Falcone. Batman e i suoi alleati inoltre si ritrovano a fermare un misterioso serial killer che si fa chiamare Holiday che partendo dal giorno di Halloween ha preso di mira proprio la famiglia Falcone compiendo i suoi omicidi durante i giorni festivi. Ogni capitolo del fumetto rappresenta un mese dell'anno e una festività.

Jeph Loeb, che in passato ha lavorato nel cinema, omaggia in maniera esplicita la saga de Il Padrino di Francis Ford Coppola attraverso le illustrazioni di Tim Sale il cui stile distintivo si manifesta con ombre profonde, linee decise e una palette di colori che accentuano il tono cupo e noir della narrazione.

Non è tutto perfetto perchè tra colpi di scena, sospetti e rivelazioni alcune cose non sempre sembrano tornare però si tratta indubbiamente di un'opera unica e affascinante che combina abilmente azione, dramma e suspense. Una lettura essenziale per i fan di Batman e dei fumetti in generale.

Fumetti
Batman
1997
Retrospettiva
martedì, 16 aprile 2024
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Batman: Anno Uno

Frank Miller, David Mazzucchelli

Sebbene sia cresciuto con i fumetti dell'Uomo Ragno e dei supereroi della Marvel pubblicati in Italia negli anni settanta dalla Editoriale Corno, il personaggio a fumetti che più di ogni altri ho sempre trovato affascinante è Batman, il vigilante oscuro e misterioso della Dc Comics.

Creato da Bob Kane e Bill Finger nel 1939 sulle pagine di Detective Comics #27, Batman, nel corso degli anni, ha subito diversi cambiamenti e trasformazioni per adattarsi ai mutamenti dei gusti del pubblico e rimanere al passo con i tempi. A metà degli anni ottanta la DC Comics mise in atto quella che ad oggi è considerata l'opera di rilancio e svecchiamento dei suoi personaggi più significativa. Batman venne affidato a Frank Miller, all'epoca l'autore più importante del panorama fumettistico statunitense, che si era già fatto notare per un acclamato ciclo di storie sul personaggio di Daredevil della Marvel e sopratutto per aver raccontato gli ultimi giorni di Batman nel capolavoro fumettistico "Il ritorno del Cavaliere Oscuro". A differenza di quest'ultima graphic-novel, in Anno Uno il compito di Frank Miller era quello di riscrivere le origini di Batman per renderle più attuali e moderne. Per questa storia Miller preferì occuparsi solo della sceneggiatura affidando i disegni a David Mazzucchelli, un disegnatore con cui aveva già collaborato in "Daredevil: Rinascita" della Marvel, dal tocco decisamente noir.

Batman: Anno Uno viene serializzata a partire dal febbraio 1987 nei numeri #404-407 di Batman, una delle principali serie regolari del personaggio, allo scopo di rivitalizzare la testata che all'epoca aveva avuto un calo significativo delle vendite. E' inutile dire che fu un successo e che in solo quattro episodi la coppia Miller/Mazucchelli fu capace di redifinire gli standard stilistici ed estetici dell'Uomo Pipistrello dando vita a una vera pietra miliare del fumetto americano. 
Se oggi qualcuno mi chiedesse un consiglio su un fumetto con cui iniziare a leggere Batman, senza esitazioni gli suggerirei Batman: Anno Uno.

La storia vede il ricco ereditiero Bruce Wayne tornare a Gotham City dopo anni trascorsi all'estero ad addestrarsi fisicamente e mentalmente per combattere il crimine. Il ricordo della perdita dei suoi genitori - uccisi in una rapina quando era bambino - è ancora vivido e Bruce smania di intraprendere la sua missione di vendetta e affermarsi come vigilante scegliendo il pipistrello come simbolo che possa incutere terrore nei criminali. Parallelamente arriva in città il tenente James Gordon, insieme a sua moglie Barbara incinta del suo primo figlio, determinato a ristabilire la legalità in una città infestata dalla criminalità, dalla malavita organizzata e dalla corruzione dilagante, anche nello stesso dipartimento di polizia. In questo scenario le strade di Batman e James Gordon si incontrano e, dopo una prima diffidenza, i due decidono di stringere un alleanza e lavorare insieme per combattere la crescente minaccia dei criminali che dominano Gotham City.

Batman: Anno Uno è un vero è proprio gioiello, un punto di riferimento imprescindibile per gli amanti di Batman e dei fumetti in generale che a distanza di anni conserva intatta tutta la sua potenza espressiva. Peraltro il fumetto è stata la fonte di ispirazione per il primo film di Christopher Nolan dedicato a Batman.

Io mi sono riletto questa storia in un bel volume pubblicato una decina di anni fa dalla Lion che contiene una introduzione di Miller e dei bozzetti di Mazzucchelli. In Italia la storia è stata presentata per la prima volta nel 1990 in due albi brossurati allegati alla rivista Corto Maltese che io conservo gelosamente nella mia libreria.
Nelle prossime settimane la Panini farà uscire una edizione economica in formato tascabile. Potrebbe essere l'occasione giusta per chi non lo abbia ancora letto.

Fumetti
Batman
1987
Retrospettiva

© , the is my oyster