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Traumatika

di Pierre Tsigaridis

Incuriosito dal trailer mi sono visto Traumatika, un horror del 2024 diretto dal regista francese Pierre Tsigaridis. Non che mi aspettassi nulla di particolare, sia chiaro, ma almeno un piccolo horror indipendente capace di giocare con atmosfera e suggestioni. Invece niente. Mi sono trovato davanti a un film che definire imbarazzante è quasi fargli un complimento.

Tutto ruota attorno a un antico artefatto che contiene un demone malvagio, una presenza che si nutre soprattutto dei bambini. Quando l’oggetto finisce nelle mani di un uomo che abusa della propria figlia, la sua famiglia viene trascinata in una spirale di violenza e orrore. Anni dopo, le conseguenze di quell’evento riaffiorano nella vita di Mikey, unico sopravvissuto a quella strage e rimasto profondamente traumatizzato dall’esperienza.

I primi venti minuti di Traumatika potrebbero anche funzionare, quanto meno per la tensione e per una certa atmosfera malsana. Poi però qualcosa si rompe e il film inizia a cambiare pelle di continuo, come se non sapesse minimamente che cosa vuole essere. Un momento sembra un horror psicologico, quello dopo diventa un found footage, poi prova la carta del soprannaturale e infine finisce per trasformarsi in uno slasher improvvisato. Non è una contaminazione di generi studiata o creativa. Piuttosto dà l’impressione di assistere a un assemblaggio disordinato di idee poco originali buttate lì a casaccio.
La sceneggiatura è sbilenca, il montaggio confuso, con sequenze che si susseguono senza una vera logica narrativa. Gli attori… beh, definire la recitazione amatoriale rischia di essere generosi. Il film è zeppo di jumpscare telefonati, effetti speciali mediocri e un make-up della creatura demoniaca che non aiuta certo a prendere sul serio quello che si vede sullo schermo.
L'idea di utilizzare il demone come allegoria del trauma infantile poteva anche avere un senso. Il problema è che qui viene gestita con la delicatezza di un elefante in un negozio di cristalli. Manca completamente empatia, manca il rispetto per l'orrore reale che si vorrebbe evocare. Il dolore diventa soltanto un espediente narrativo per infilare qualche immagine disturbante fine a se stessa. Più che un horror sul trauma, sembra una pornografia del dolore priva di anima, che finisce quasi per risultare offensiva per chi certi drammi li ha davvero vissuti.

Insomma, un film davvero brutto, come non mi capitava da tempo di vedere.
A questo punto conviene recuperare qualche vecchio b-movie del passato. È molto più facile trovarci dignità, mestiere e autentico amore per il cinema di genere di quanto se ne trovi in questo confusionario pasticcio contemporaneo senza identità.

Film
Horror
USA
2024
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