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Spider-Man: La storia della mia vita

Chip Zdarsky, Mark Bagley

Sono cresciuto leggendo i fumetti Marvel e Spider-Man è sempre stato uno dei miei personaggi preferiti. Anche perché Peter Parker, tra problemi economici, sensi di colpa, relazioni complicate e disastri assortiti, è probabilmente il supereroe più vicino alla vita reale. Tolta la parte in cui si arrampica sui muri, ovviamente.

Proprio per questo mi incuriosiva molto La storia della mia vita, miniserie scritta da Chip Zdarsky e disegnata da Mark Bagley. raccolta dalla Panini in un bel volume cartonato. L'idea è semplice ma brillante: raccontare l'intera esistenza di Peter Parker immaginando che il personaggio invecchi davvero con il passare del tempo. Niente eterna adolescenza, niente trent'anni trascorsi sempre con la stessa età e la stessa crisi sentimentale. Qui Peter parte dagli anni sessanta e arriva alla vecchiaia, accumulando rughe, lutti, rimpianti e, naturalmente, responsabilità. Perché da quelle non si scappa mai.

Ogni capitolo racconta alcune delle saghe più celebri di Spider-Man, durante il quale il nostro eroe non resta congelato nella sua eterna giovinezza editoriale, ma cambia, sbaglia, perde persone, si innamora, e alla fine invecchia.
Zdarsky conosce molto bene il personaggio e riesce a comprimere decenni di storie senza trasformare tutto in una sfilata di citazioni per nostalgici. Il problema è che sei capitoli sono davvero pochi per raccontare un’intera esistenza. Alcuni eventi scorrono a velocità supersonica, certi personaggi compaiono giusto il tempo di salutare e diversi momenti avrebbero meritato più spazio. A tratti sembra di leggere una sorta di bignami della vita passata e futura dell'arrampicamuri (si lo so, Bignami fa molto boomer, ma d'altronde non credo ci siano tanti giovani che leggono i fumetti al giorno d'oggi, quindi va bene così).

I disegni di Mark Bagley sono solidi, dinamici e perfettamente adatti al personaggio. Il suo Spider-Man è agile, elastico e immediatamente riconoscibile, mentre Peter cambia fisicamente con il passare degli anni. Il tratto resta però molto classico e funzionale: fa bene il suo lavoro, ma non sempre riesce a restituire tutta la malinconia e il peso emotivo della storia. Diciamo che accompagna il dramma senza mettersi troppo a piangere.

Spider-Man - La storia della mia vita resta una bella lettura, soprattutto per chi conosce già la storia editoriale del personaggio e può cogliere tutte le reinterpretazioni delle sue saghe più famose. È un fumetto nostalgico, dolceamaro e intelligente, che prova finalmente a rispondere a una domanda che le serie regolari evitano accuratamente: cosa succederebbe se anche i supereroi dovessero davvero invecchiare?

Non è capolavoro così come non è il volume che consiglierei di leggere a chi si vuole avvicinarsi per la prima volta alle storie del ragno. E' un omaggio sincero e ben costruito che si legge piacevolmente.

Fumetti
Spider-Man
Marvel Comics
2020
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