OYSTERBOX

  • Concerti
  • Film
  • Fumetti
  • Libri
  • Musica
  • Serie TV
  • Teatro
  • Tecnologia

  • I miei preferiti

home
    • login
...

Il bacio della pantera (Cat People)

di Jacques Tourneur

Il bacio della pantera, titolo italiano di Cat People, è un piccolo gioiello del cinema horror in bianco e nero. Diretto da Jacques Tourneur nel 1942 e prodotto da Val Lewton per la RKO, nasce come modesto film di serie B, realizzato con pochi soldi e senza grandi effetti speciali. E proprio da questi limiti nasce gran parte della sua originalità.

Irena Dubrovna (Simone Simon) è una giovane illustratrice serba che vive a New York. Conosce Oliver Reed (Kent Smith), se ne innamora e lo sposa, ma è convinta di discendere da una stirpe di donne capaci di trasformarsi in pantere quando vengono travolte dalla passione, dalla gelosia o dal desiderio sessuale. Per questo evita qualsiasi intimità con il marito. Quando Oliver comincia ad avvicinarsi alla collega Alice, quella paura sembra trasformarsi in qualcosa di più concreto.

Il bacio della pantera, più che un horror soprannaturale o una storia di licantropia felina, è soprattutto un film sulla repressione sessuale. E considerando che siamo nel 1942, è sorprendentemente esplicito. La sessualità femminile viene vista come qualcosa di pericoloso, una pulsione da controllare perché, se liberata, potrebbe trasformare la donna in una creatura animalesca e distruttiva.
Potremmo quasi definirlo uno dei primi horror psicologici costruiti intorno alla paura del desiderio. Irena non può abbandonarsi al piacere perché è convinta che le conseguenze sarebbero drammatiche, mentre il marito e soprattutto lo psichiatra cercano di ricondurre tutto alla razionalità, alla nevrosi e alla malattia.

Il film gioca tutto sull'ambiguità e riesce a costruire la paura senza mostrare quasi nulla. Non servono mostri, trasformazioni o sangue. Bastano un rumore, un'ombra e soprattutto il silenzio. Tourneur lavora sull'atmosfera sospesa e quasi onirica, avvalendosi della splendida fotografia di Nicholas Musuraca, fatta di ombre profonde, corridoi bui, lampioni e zone nere che portano Cat People molto vicino all'estetica noir.
Due sequenze, in particolare, sono diventate memorabili.
Nella prima Alice cammina da sola lungo una strada buia mentre Irena sembra seguirla. Sentiamo i passi, poi più nulla, finché un autobus irrompe improvvisamente nell'inquadratura con il rumore dei freni: il famoso Lewton Bus, uno degli antenati del moderno jumpscare.
Ancora più bella è la scena della piscina. Alice è sola nell'acqua, circondata dal buio. Rumori, ombre sulle pareti, forse un ringhio. Tourneur non mostra praticamente nulla e lascia allo spettatore il compito di immaginare il mostro.

Simone Simon ha qualcosa di fragile, misterioso e sensuale che rende Irena un personaggio magnetico. Kent Smith, nei panni di Oliver, al contrario, risulta abbastanza piatto e insipido. Forse anche perché deve rappresentare proprio la razionalità e quella normalità incapace di comprendere la donna che ha sposato.

Visto oggi, Il bacio della pantera non fa paura nel senso moderno del termine. Alcuni dialoghi sono datati, il ritmo è quello di un'altra epoca e certi riferimenti psicologici fanno inevitabilmente sorridere. Ma rimane un film elegante e sorprendentemente moderno nel modo in cui costruisce tensione e paura.

Nel 1982 Paul Schrader ne realizzerà un remake molto più esplicito ed erotico, portando in primo piano tutto quello che Tourneur, quarant'anni prima, poteva soltanto suggerire.

Film
Horror
USA
1942
Scrivi un commento
© , the is my oyster
Lascia un commento
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
Errore