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2022: i sopravvissuti

di Richard Fleischer

Come si dice in questi casi, una vera chicca per gli amanti della fantascienza del passato. 2022: i sopravvissuti (Soylent Green) è un film del 1973 diretto da Richard Fleischer, tratto liberamente dal romanzo Largo! Largo! di Harry Harrison. Un'opera distopica che, a oltre cinquant'anni di distanza, sorprende per la capacità di anticipare questioni oggi terribilmente attuali, soprattutto quelle legate alla crisi ambientale, al riscaldamento globale e all'esaurimento delle risorse naturali.

Siamo a New York, nel 2022. Quaranta milioni di abitanti ammassati in una città ormai al collasso, dove il cibo naturale è praticamente scomparso e la popolazione sopravvive mangiando gallette sintetiche prodotte dalla Soylent Corporation. Quando un dirigente della multinazionale viene assassinato, il detective Robert Thorn (Charlton Heston) viene incaricato di indagare. Ad aiutarlo c'è l'anziano Sol Roth (Edward G. Robinson), uno dei pochi a ricordare il mondo prima della catastrofe ambientale.

Vedendo per la prima volta questo film è impossibile non rimanere colpiti da quanto, per certi versi, sia stato profetico. Riscaldamento globale, degrado ambientale, crisi ecologica e disuguaglianze sociali. D'altro canto, Fleischer non aveva minimamente previsto l'evoluzione tecnologica dei decenni successivi, così il suo 2022 somiglia più a una New York degli anni settanta lasciata marcire per cinquant'anni che a una metropoli del futuro. Anche gli appartamenti dei ricchi sembrano usciti da una rivista di design dell'epoca. L'unico accenno tecnologico arriva quando la bella Shirl (Leigh Taylor-Young) gioca con Computer Space, il primo videogioco arcade commerciale a gettoni della storia, qui in un elegante cabinato bianco che oggi definiremmo quasi in stile Apple. Una curiosità per gli appassionati di retrogaming.

Per il resto, il film è sostanzialmente un poliziesco noir ambientato in una società dove una mela, un pezzo di carne o una doccia con acqua pulita sono diventati lussi inavvicinabili. Molto belle le scenografie, con alcuni fondali particolarmente riusciti, capaci di restituire un'atmosfera opprimente e degradata senza ricorrere a grandi effetti speciali. L'indagine, a dire il vero, non è particolarmente brillante, ma serve soprattutto ad accompagnarci alla scoperta di questa società morente.

Un aspetto controverso, guardandolo oggi, è la rappresentazione delle donne. Le più giovani e attraenti vengono letteralmente considerate parte dell'arredamento degli appartamenti dei ricchi, tanto da essere chiamate furniture, ovvero mobilia. Il problema è che il film non sembra prendere davvero le distanze da questa mercificazione femminile, e lo stesso Thorn tratta Shirl come un grazioso accessorio domestico. Fa un po' strano vedere una società futura così profondamente patriarcale immaginata proprio negli anni settanta, quando il movimento femminista stava mettendo in discussione quei modelli. 

Uno dei momenti più belli e malinconici riguarda Sol Roth. In un mondo povero e sovrappopolato, esistono strutture pubbliche in cui è possibile scegliere di morire attraverso una sorta di eutanasia assistita. La sequenza in cui Sol assiste alla proiezione di immagini bucoliche di una Terra ormai scomparsa, accompagnate da musica classica, è davvero commovente. Un ultimo sguardo alla natura che l'umanità ha distrutto. A rendere la scena ancora più toccante è sapere che Robinson era realmente malato di cancro e che sarebbe morto poco dopo la fine delle riprese.

E veniamo al finale, quindi attenzione agli spoiler.

La grande rivelazione è che il Soylent Green, principale alimento della popolazione, non è prodotto con il plancton, come viene raccontato, ma con i cadaveri degli esseri umani. Un sistema che si autoalimenta letteralmente cannibalizzando la propria popolazione, dove i poveri finiscono per mangiare altri poveri morti prima di loro. L'essere umano non è più soltanto un consumatore, ma diventa esso stesso materia prima di un sistema capitalistico portato alle sue conseguenze più aberranti.

Un finale cupissimo, lasciato volutamente aperto. Thorn scopre la verità e cerca disperatamente di denunciarla, ma resta la sensazione che tutto verrà insabbiato e che quell'orribile ingranaggio continuerà a funzionare come prima.

2022: i sopravvissuti è un film invecchiato sotto molti aspetti, con una sceneggiatura piuttosto semplice e qualche ingenuità tipica della fantascienza dell'epoca. Ma conserva un fascino notevole, soprattutto per il suo pessimismo e per una visione della società che, purtroppo, non è diventata così anacronistica come ci sarebbe piaciuto.

Un piccolo cult da recuperare.

Film
Fantascienza
USA
1973
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