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Film × 1974 ×
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giovedì, 25 dicembre 2025
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Black Christmas - Un Natale rosso sangue

di Bob Clark

A Natale non poteva mancare il classico film natalizio. No, niente commedie zuccherose, quelle se capita le vedo con il piccoletto. Per l’occasione sono andato a recuperare un classico del cinema horror, Black Christmas di Bob Clark. Uscito nel 1974, il film non è solo un semplice horror ma, insieme a Reazione a catena di Mario Bava, è considerato uno dei veri precursori dello slasher movie, capace di anticipare di quattro anni l’iconico Halloween di John Carpenter e di tracciare la mappa genetica di un intero sottogenere.

Durante le festività natalizie, all’interno di un convitto universitario femminile, le ragazze iniziano a ricevere inquietanti telefonate da un maniaco che pronuncia frasi sconclusionate e volgari, tra urla soffocate e risate nervose. Quando una delle studentesse, Clare, scompare misteriosamente, nessuno sospetta che il suo corpo sia nascosto proprio sopra le loro teste. A loro insaputa, una presenza inquietante si è introdotta nella casa, trovando rifugio nell’attico. Da quel momento l’edificio si trasforma in una trappola mortale, mentre le giovani donne cadono una dopo l’altra e la polizia locale, guidata dal tenente Fuller (John Saxon), tenta disperatamente di rintracciare la fonte delle telefonate. Al centro della vicenda c’è Jess (Olivia Hussey), una studentessa che sta affrontando una crisi personale con il fidanzato dopo aver deciso di interrompere la gravidanza contro la sua volontà. Tra incomprensioni, tensioni e un crescendo di violenza, il Natale si tinge di rosso sangue.

La forza del film sta tutta nella regia di Bob Clark, che negli anni ottanta avrebbe poi virato verso commedie assai discutibili come quelle di Porky’s. Clark adotta soluzioni sorprendentemente moderne, come un uso sapiente dei grandangoli e delle profondità di campo, capaci di amplificare la sensazione di vulnerabilità delle vittime, e il ricorso insistito alla soggettiva dell’assassino, che trasforma lo spettatore in un testimone scomodo e involontario. Una scelta stilistica che richiama il Dario Argento di quegli stessi anni e che diventerà, nel giro di poco tempo, uno dei tratti distintivi dell’intero genere slasher.
Gli omicidi in sé non sono particolarmente memorabili e neanche troppo violenti, ma la vera forza del film risiede nel serial killer stesso, o meglio nella sua assenza. Non vediamo mai davvero Billy, questo il nome che emerge dalle deliranti telefonate, ma solo frammenti: un occhio spalancato nell’ombra, una sagoma indistinta, una mano che afferra. E soprattutto quella voce, o meglio quelle voci, visto che l’assassino sembra abitato da personalità multiple. Un caleidoscopio vocale fatto di urla, pianti infantili, oscenità e suppliche, molto più disturbante di qualsiasi maschera horror.
Nonostante una sceneggiatura ingenua, dialoghi non sempre memorabili e una caratterizzazione della polizia che a tratti sfiora la macchietta, colpisce la scrittura delle protagoniste, anni luce lontana dai cliché delle future "vittime sacrificali" del genere. Qui si respira l’emancipazione femminile degli anni settanta. Emblematica la scena tra una delle ragazze, interpretata da una splendida Margot Kidder, che di lì a poco sarebbe diventata la Lois Lane del Superman di Reeve, e il poliziotto tontolone. La sua irriverenza alcolica non è solo un tratto caratteriale, ma una forma di resistenza a un mondo che vorrebbe le donne docili e accomodanti. E poi c’è Jess, interpretata da una luminosa Olivia Hussey, che affronta con una determinazione quasi anacronistica per il 1974 la questione dell’aborto, a un solo anno dalla sentenza Roe contro Wade.

Black Christmas è oggi riconosciuto come un piccolo cult degli anni settanta, un film che ha seminato i germi di un’intera tradizione cinematografica. Senza questo Natale rosso sangue non avremmo avuto Halloween, Venerdì 13, Nightmare e tutta la sfilza di slasher che hanno popolato gli anni ottanta. Un classico indiscutibile che merita di essere riscoperto, magari proprio durante le festività natalizie, quando le luci colorate dell’albero potrebbero improvvisamente sembrare un po’ meno rassicuranti.

Film
Horror
Slasher
Canada
1974

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