Emma-5
È durata meno di una settimana l’intelligenza artificiale italiana presentata in pompa magna, qui il comunicato, come un primo passo verso una possibile sovranità tecnologica nazionale.
Emma, o meglio Emma-5, era stata lanciata proprio in questi termini da Matteo Achilli, fondatore di Egomnia, giovane imprenditore romano che da qualche anno si occupa di tecnologia. Peccato che gli utenti, appena iniziato a testarla, si siano accorti quasi subito che il chatbot forniva risposte parecchio bizzarre, quando non potenzialmente pericolose, alle domande più disparate.
Il risultato è stato inevitabile. Emma ha attirato migliaia di persone non tanto per la sua presunta "intelligenza", quanto per la sua esilerante stupidità, diventando in pochissimo tempo un oggetto di derisione collettiva e generando una prevedibile ondata di ilarità. Su internet sono comparsi numerosi meme, alcuni dei quali li ho raccolti qui sotto.




Nel giro di un paio di giorni Emma è stata sospesa dal suo fondatore, che ha poi chiarito come si trattasse di un esperimento. Il modello si basava infatti su un dataset molto esiguo e su 550 milioni di parametri, ovvero quei valori interni che permettono a un’intelligenza artificiale di elaborare le informazioni. Numeri molto lontani da quelli dei chatbot più noti, come ChatGPT, Claude e compagnia varia, che lavorano su modelli enormemente più complessi.
La domanda, a questo punto, è inevitabile. Perché presentare al pubblico un chatbot non solo inefficiente e delirante, ma anche apparentemente privo di adeguati filtri di sicurezza? Com’è possibile che nessuno lo abbia testato prima? C’erano forse finanziamenti pubblici, scadenze da rispettare o obblighi di progetto che hanno spinto a darlo in pasto alla rete prima del tempo? Ipotizzo, eh. Ma il dubbio viene.
A me tutta questa vicenda ha ricordato da vicino la presentazione, nel 2007, del sito di promozione turistica Italia.it da parte di Francesco Rutelli, allora ministro dei Beni Culturali. Un progetto costato una cifra enorme, rivelatosi fin da subito inefficiente, pieno di informazioni sbagliate, strafalcioni e problemi vari, fino alla chiusura dopo pochi mesi.
Ci sarebbe da ridere, se non fossi italiano.
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